Ho sempre odiato la discoteca. Davvero, non capisco perché si debba tirar tardi in un postaccio impregnato di sudore stagnante, circondati da gente più o meno ubriaca che vagola alla ricerca di gnocca zeppata. E quelli che ci provano con tutte perché tanto è buio. E quelli che "Anvedi quanto so' figo, c'ho le Silver della Nike"... Poi c'è chi vomita, ma preferirei soprassedere.
Capitolo COCKTAIL: esiste una persona al mondo a cui piaccia davvero il Mojito? La menta fa schifo, gente. Lo dice una che alle elementari prendeva il ghiacciolo alla menta perché faceva cool, e poi finiva sempre col buttarlo di nascosto dietro un cespuglio. Coca e rhum? E' quello che prendi quando non sai che cosa ordinare.
"Tu che prendi?"
PANICO.
"...Mmmh..."
SCHERMO BIANCO.
"Coca e rhum".
L'opzione C. C di CHE PALLE. Il Coca e rhum è l'opzione di chi non ha opzioni, un po' come il Baileys. Con la differenza che il Baileys, almeno, è buono.
Non so, forse sarò vecchia dentro, ma non mi piace la discoteca. E le poche volte che mi ci hanno trascinata (tre, credo) ho fatto FINTA DI DIVERTIRMI. Tutta la sera. Pensiero tra me e me: "Ma sì, beviamoci su, qualche ora e poi questo strazio sarà finito". E giù vodkini. Pare -così mi hanno raccontato- che sia finita a dire:
"Giordano Bruno è il padre del naturalismo"
"Ah sì? E Galileo?" ha chiesto qualcuno
"E' MORTO" ho concluso in tono solenne, per poi finire a faccia in giù sul tavolino dell'Ikea a specchio (quello tondo, che fa tanto disco).
Senza vodka è un po' più tragica, perché devi saper fingere il divertimento davvero bene. Ballare facendo finta di non sentirti fuori posto come la Mucca Priscilla. Sorridere e far credere agli amici che ti hanno convinta con ogni genere di mezzo di persuasione (tortura esclusa) a venirci -in quel postaccio di merda- che "Sì, la discoteca non è poi tanto male, cavolo che cosa mi ero persa!". Fingere che sia normale che un tizio e una tizia dietro di te si siano puntati da un capo all'altro della pista per poi approcciarsi come segue:
"Ciao"
"Zao"
"Limoniamo?"
"E limoniamo!"
E tu "Oh, ma certo, sono una ragazza moderna io, che sarà mai? C'est normal!". No, non è normale. E non ci credo che sia divertente, stare in un bunker antiatomico a galleggiare nell'altrui sudore, pressati come sardine, ascoltando musica orrenda a un volume spaccatimpani.
E' che io mi diverto in tutt'altro modo.
Cinema. E poi, dopo il cinema (che è un luogo sacro) parlare, parlare, parlare.
O a casa, a parlare e ridere e parlare.
Fare gli scemi in certi posti carini, tipo una certa creperie di un certo paesino di montagna.
Concerto. E saltare, pogare e cantare fino a farsi andare via la voce, e farsi proprio male fisicamente, portare a casa lividi blu grossi così.
Certi localini fantastici che ci sono a Berlino Est (ma non solo, beninteso). E parlare, e ridere per ore, e prendere in giro il cameriere che ti parla spagnolo perché crede che tu lo capisca, essendo italiano (ah ah, come no).
Camminare per la città, di notte, mentre tutto intorno a noi è silenzio. E parlare, parlare davvero. Fino alle 7 del mattino. E appena fa giorno prendere il primo tram e girare per la città che si sveglia e... Addormentarcisi su.
Io amo la notte, e la poesia, il placido silenzio che porta con sè.
Ma niente discoteca per me: sono una giovane vecchia!