Mago Merlino consiglia:
Leggi Massimo Carlotto.
Ascolta i Cure e gli Stones
Tira coriandoli.
Bevi caffè.

lunedì, 17 settembre 2007

Torino

Siamo state lontane per molto tempo, io e te.

Ieri, sul treno, vedendo i primi palazzi, le prime nuvole grigie e la collina in lontananza, ho realizzato finalmente quanto mi fossi mancata, in questi mesi vissuti in una bolla di sapone.

Eccomi qui, magia sabauda.

Quando il sole tramonta su Piazza Vittorio e una luce fatata invade tutto, cade nel fiume, scivola sotto il ponte, abbraccia la Gran Madre, risale la collina… Quella sei tu.  Ora  capisco che cosa voleva dire Pavese, la collina di Torino è davvero una cosa fuori dal comune e io non smetterò mai di sorprendermi per la bellezza di quella piazza.

I miei omaggi, città incantata. 

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sabato, 15 settembre 2007

Effetto Domino

Basta sbagliare una volta.
O molte volte, senza rendersene conto.
Basta lasciar trapelare un po' di più ed è finita.
Quando succede la prima volta, sbarri la porta.
Passa il tempo e ti dici che forse puoi aprire un'altra porta, questa volta un po' più piccola, perché così soffrirai meno.
Ma la verità è che non importa quanto sia grande lo spiraglio sulle tue debolezze.
Il marcio entra comunque.





E nonostante tutto si continua a credere che la prossima volta sarà diverso.
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venerdì, 07 settembre 2007

Momenti così

Ci sono momenti in cui ti senti un po' una merda.
Per esempio quando a 14 anni parti per la tua prima vacanza studio in Inghilterra e ti porti dietro dieci pacchetti di Vigorsol, perché, casualmente, il tuo G.A.Q.G. (Grande Amore di Quarta Ginnasio) viene con te e tu SAI che ti bacerà. E invece non solo non lo fa, ma si fidanza anche con una bolognese bionda con il piercing sulla lingua.
 
Poi ci sono momenti in cui la delusione va al di là.
Leggi un elenco e il tuo nome non c'è.
Tu lo cerchi ancora, perché -ti dici- ci sarà un'altra pagina, ci deve essere, non può finire così.
 
Ci sono momenti in cui la solitudine ti schianta e non sai più se ne vale la pena. 
La solitudine è una faccenda complicata, può essere vera o fittizia.
Fittizia se perdi qualcuno, o anche più di una persona, e pensi che sia finita, che sarai per sempre triste. Ma poi capisci che ci sono persone che vanno, altre che vengono, altre ancora che ritornano. Capisci insomma che il mondo è pieno di persone, che avrai sempre qualcuno intorno, e che nessuno merita che tu muoia di tristezza per causa sua.
 
Quando avevo pochi anni e molto tempo per fare castelli di sabbia, origliavo i discorsi delle mamme da spiaggia.
E c'era questa, capelli rossi, occhiali scuri, amante dei gatti, che diceva sempre: "Bisogna volersi bene. Perché, almeno tu, non ti lascerai mai sola". 
 
Ci sono momenti in cui ti ricordi di quella frase.
C'è un mondo intorno a te, ci sono persone che ti vogliono bene.
Ma sei tu che non sai se ce la farai, anche questa volta, a non lasciarti da sola.
Hai dentro qualcosa che non sai spiegare, e che tanto nessuno capirebbe.
Nella tua testa c'è di nuovo quella pagina, ancora quell'elenco in cui manca proprio il nome che volevi leggere, e che forse eri sicura di trovare.
 
Agosto è finito da poco e tu senti solo freddo.
Piove, c'è acqua dovunque, il vento ulula e una stronza chiama disperatamente HEATHCLIFF.
E non è fuori, e non è un film.
E' dentro di te che quella cretina di Emily Brontë sta scrivendo "Cime tempestose".
 
Vorresti essere una boa, nel mare gelato, perché almeno non avresti un cazzo a cui pensare.
E invece ti svegli e dici buongiorno ai problemi.
 
L'amico norvegese dice che sono troppo prolissa.
 
Sarò breve: ci sono momenti in cui ti senti un po' una merda.
E a questa merda, per giunta, viene anche da piangere. 
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martedì, 04 settembre 2007

Coraggio

Ce la faremo, stronzetta! 

Basta prendere la rincorsa e saltare.

Editato da: Pellys. And the clock said 18:15 | link | commenti (1)
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domenica, 02 settembre 2007

Quelli della notte (prima puntata)

Ho sempre odiato la discoteca. Davvero, non capisco perché si debba tirar tardi in un postaccio impregnato di sudore stagnante, circondati da gente più o meno ubriaca che vagola alla ricerca di gnocca zeppata. E quelli che ci provano con tutte perché tanto è buio. E quelli che "Anvedi quanto so' figo, c'ho le Silver della Nike"... Poi c'è chi vomita, ma preferirei soprassedere.
Capitolo COCKTAIL: esiste una persona al mondo a cui piaccia davvero il Mojito? La menta fa schifo, gente. Lo dice una che alle elementari prendeva il ghiacciolo alla menta perché faceva cool, e poi finiva sempre col buttarlo di nascosto dietro un cespuglio. Coca e rhum? E' quello che prendi quando non sai che cosa ordinare.
"Tu che prendi?"
PANICO.
"...Mmmh..."
SCHERMO BIANCO.
"Coca e rhum".
L'opzione C. C di CHE PALLE. Il Coca e rhum è l'opzione di chi non ha opzioni, un po' come il Baileys. Con la differenza che il Baileys, almeno, è buono.
Non so, forse sarò vecchia dentro, ma non mi piace la discoteca. E le poche volte che mi ci hanno trascinata (tre, credo) ho fatto FINTA DI DIVERTIRMI. Tutta la sera. Pensiero tra me e me: "Ma sì, beviamoci su, qualche ora e poi questo strazio sarà finito". E giù vodkini. Pare -così mi hanno raccontato- che sia finita a dire:
"Giordano Bruno è il padre del naturalismo"
"Ah sì? E Galileo?" ha chiesto qualcuno
"E' MORTO" ho concluso in tono solenne, per poi finire a faccia in giù sul tavolino dell'Ikea a specchio (quello tondo, che fa tanto disco).
Senza vodka è un po' più tragica, perché devi saper fingere il divertimento davvero bene. Ballare facendo finta di non sentirti fuori posto come la Mucca Priscilla. Sorridere e far credere agli amici che ti hanno convinta con ogni genere di mezzo di persuasione (tortura esclusa) a venirci -in quel postaccio di merda- che "Sì, la discoteca non è poi tanto male, cavolo che cosa mi ero persa!". Fingere che sia normale che un tizio e una tizia dietro di te si siano puntati da un capo all'altro della pista per poi approcciarsi come segue:
"Ciao"
"Zao"
"Limoniamo?"
"E limoniamo!"
E tu "Oh, ma certo, sono una ragazza moderna io, che sarà mai? C'est normal!". No, non è normale. E non ci credo che sia divertente, stare in un bunker antiatomico a galleggiare nell'altrui sudore, pressati come sardine, ascoltando musica orrenda a un volume spaccatimpani.
E' che io mi diverto in tutt'altro modo.
Cinema. E poi, dopo il cinema (che è un luogo sacro) parlare, parlare, parlare.
O a casa, a parlare e ridere e parlare.
Fare gli scemi in certi posti carini, tipo una certa creperie di un certo paesino di montagna.
Concerto. E saltare, pogare e cantare fino a farsi andare via la voce, e farsi proprio male fisicamente, portare a casa lividi blu grossi così.
Certi localini fantastici che ci sono a Berlino Est (ma non solo, beninteso). E parlare, e ridere per ore, e prendere in giro il cameriere che ti parla spagnolo perché crede che tu lo capisca, essendo italiano (ah ah, come no).
Camminare per la città, di notte, mentre tutto intorno a noi è silenzio. E parlare, parlare davvero. Fino alle 7 del mattino. E appena fa giorno prendere il primo tram e girare per la città che si sveglia e... Addormentarcisi su.
 
Io amo la notte, e la poesia, il placido silenzio che porta con sè.
 
Ma niente discoteca per me: sono una giovane vecchia! 
Editato da: Pellys. And the clock said 17:14 | link | commenti (7)
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